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light e analcolica
Bibliografia
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» Lezione birraria # 8 - La birra analcolica e light»
A
livello legislativo italiano (D.P.R. 30 giugno 1998, n. 272, Art.
2. ):
- La
denominazione ''birra analcolica'' e' riservata al prodotto
con grado Plato non inferiore a 3 e non superiore a 8 e con
titolo alcolometrico volumico non superiore a 1,2%.
- La
denominazione ''birra leggera'' o ''birra light'' e' riservata
al prodotto con grado Plato non inferiore a 5 e non superiore
a 10,5 e con titolo alcolometrico volumico superiore a 1,2%
e non superiore a 3,5%.
Tecnologie
di produzione. Le tecnologie di produzione sono diverse a seconda
che si tratti di produrre birra Light o birra Analcolica ed in quale
mercato si opera.
Produzione
birre Light in Usa: le birre Light godono di un favore da parte
dei consumatori al punto che nel 2005 è previsto il sorpasso nella
vendita di birra Light rispetto a quella “tradizionale”. L’ attenzione
dei birrai negli USA è rivolta esclusivamente all’ aspetto calorico
del prodotto, forzando la normale formazione di zuccheri fermentescibili.
L’ utilizzo di alfa-glucanasi aumenta la quota di zuccheri fermentescibili
nel mosto fino a valori del 75-85 %, determinando di conseguenza
delle birre di 7,5-8 °P e 4,2-4,5 ° vol. la riduzione calorica è
quindi di circa il 30%.
Produzione
birre Light in Europa: anche se potrebbe sembrare un prodotto
odierno frutto del marketing, nel passato in tutti i paesi Europei
esistevano le varie Birrette, Schankbier, Biere de table. Il prodotto
finale presenta dei contenuti in alcol ridotto del 30-50 % e apporto
calorico altresì ridotto del 30%. Le tecnologie che hanno trovato
impiego negli ultimi anni per la produzione di birre Light, possono
essere ricondotte a due grosse categorie:
- da
mosti a basso contenuto di zuccheri fermentescibili
- da
birre normali con successiva rimozione parziale dell’ alcool
Nel
primo caso, si opera intervenendo durante la fase d’ ammostamento,
in modo da evitare le temperature che attivino le amilasi (enzimi
che trasformano zucchi complessi non fermentiscibili in zuccheri
semplici e quindi fermentescibili), mentre nel secondo caso, si
interviene successivamente alla fermentazione desalcolizzando il
prodotto; questa operazione avviene con i seguenti sistemi:
- dialisi
- osmosi
inversa
- evaporazione
sottovuoto a bassa temperatura
le
sostanze volatili del prodotto originario vengono recuperate e sucessivamente
ricomposte al prodotto nella fase alla desalcolazione.
Produzione
di birre analcoliche: esistono varie tipologie di birre analcoliche,
a seconda della legislazione a cui il prodotto deve sottostare (
<1,2 ° alc. Vol in Italia). Le tecnologie necessarie per produrre
l’ uno o l’ altro tipo di birra analcolica sono molto differenti.
Le più importanti sono:
- fermentazione
ininterrotta e diluizione (da 0.3 a 1.0 ° alc): mosti preparati
ad hoc, con limitato contenuto di zuccheri fermentescibili,
non areati, vengono insemenzati con un limitato inoculo di lievito
e fatti fermentare sino alla trasformazione di al massimo il
2 % del mosto zuccherino. Con mezzi meccanici, il lievito viene
eliminato dal mosto, bloccando così la fermentazione; il tutto
viene poi diluito al rapporto voluto di alcool, utilizzando
acqua accuratamente trattata e desaerata.
- evaporazione
sottovuoto con birra normale (da <0.09 a 1.0 ° alc): si opera
partendo da birra normale filtrata, libera da lievito, a temperatura
di circa 40-50 °C che corrisponde alla temperatura di evaporazione
dell’ etanolo in condizioni di sottovuoto. L’ evaporato viene
poi ricondensato e sottoposto a distillazione frazionata al
fine di ricavarne una soluzione contenente gli esteri e gli
alcoli superiori del prodotto originario, che verrà poi aggiunta
alla birra libera dall’ alcool.
- osmosi
inversa (da 0.7 a 1.0 ° alc): regola l’ equilibrio tra soluzioni
a differente concentrazione iniziale, separate da una membrana
semipermeabile; la concentrazione si equilibria grazie alla
diffusione del solvente nella direzione in cui la concentrazione
del soluto è più elevata. Quando viene applicata una pressione
idrostatica superiore alla pressione osmotica, il flusso si
inverte: questo fenomeno prende il dome di osmosi inversa e
la birra viene trattenuta come concentrato, mentre l’ etanolo
fluisce come permeato. Le pressioni esercitate sono dell’ ordine
di grandezza di 30-80 bar, valori che dipendono dal tipo di
impianto utilizzato
- dialisi
con birra normale (da 0.7 a 1.0 ° alc): viene usata birra normalmente
prodotta e preventivamente filtrata, libera da lievito. Opera
con il principio della bassa pressione che si forma a ragione
della differenza di concentrazione fra due liquidi separati
da una membrana di cellulosa opportunamente trattata.
- estrazione
con anidride carbonica in fase supercritica: tale tecnica è
stata utilizzata con pressioni di 150 bar a temperature di 5°C.
il titolo di alcol è determinato dal tempo di estrazione. Il
vantaggio di questa metodica deriva dall’ assenza di danno termico
nei confronti del prodotto da trattare.
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